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La macro importanza dei micro dati

La macro importanza dei micro dati

La macro importanza dei micro dati

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E Dug disse: Micro-dati! Ovvero, dimmi cosa clicchi e ti dirò chi sei. In questo caso si tratta di Dug, il cagnolino parlante protagonista del film d’animazione Up, quello con la casa che vola appesa ai palloncini, ricordate?

 

Ci torneremo più avanti. Per ora concentriamoci su quali click parlano di noi. Sembra uno di quei test tipo che prodotto di rosticceria sei, ma cela una profonda verità. Navighiamo online una cosa come 200 volte al giorno: “i gatti sudano?”, lo chiedo al motore di ricerca; “chissà che lavoro fa la bambina che all’asilo mi tirava le trecce”, faccio un salto sui social; “ma come si fa una fattura elettronica?” e vai di Google.

 

Ci connettiamo in continuazione per i motivi più disparati: mentre facciamo colazione, in fila fuori dai negozi, per seguire una ricetta sfiziosa, alla ricerca di prodotti specifici, per risolvere dubbi esistenziali. E quando lo facciamo, quelle centinaia di volte ogni dì, lasciamo delle tracce che i segugi del marketing seguono per provare a fornirci un’esperienza migliore o per attirare la nostra attenzione in maniera efficace. È qui che torna in scena Dug, il cagnolino che ogni volta che sentiva un fruscio si metteva sull’attenti e gridava “Scoiattolo!” (piccolo particolare: era un cane parlante). Ecco, immaginatelo mentre urla “Micro-dati!”: perché è così che si chiamano e rappresentano una vera una miniera d’oro.


Non si tratta solo del traffico delle ricerche, i micro-dati si compongono anche dei nostri post, commenti, recensioni, video: tutto ciò che facciamo online diviene una fonte inesauribile per comprendere chi siamo e quali sono le nostre necessità e i nostri desideri. I micro-dati assumono grande rilevanza quando si tratta di ideare strategie di comunicazione e marketing: le esigenze delle persone, il loro approccio, i dubbi in merito a un prodotto o le opinioni sono informazioni che consentono di tracciare una panoramica aggiornata, puntuale e realistica di ciò che cerca il mercato e quali sono le aree ancora libere. Insomma, ci vuole un gran fiuto per cercare, trovare, mettere insieme ma soprattutto analizzare i micro-dai in funzione di un obiettivo commerciale.

 

Torniamo quindi a Dug. Facciamo finta che il suo nuovo padrone (l’adorabile scorbutico vecchietto Carl Fredricksen) venda vino e non sia sicuro che sia una buona idea creare un ecommerce; è abituato all’enoteca tradizionale e non ne vede le potenzialità. D’altronde lui non compra online, perché mai altri dovrebbero farlo? Attraverso i micro-dati è possibile compiere analisi precise sulle necessità delle persone target e magari scoprire che coloro che desiderano comprare vino online sono tantissimi. In questo modo si ottengono elementi data-driven: basate su dati e non sulla propria dimensione percettiva, con risultati oggettivi più efficaci e validi. Una volta che si è deciso di creare l’ecommerce, Dug deve progettare una strategia di comunicazione, ma è astemio (in effetti è un cane). Se non si beve o semplicemente non si è proprio dei sommelier, non si conosce il prodotto, come si possono comprendere e quindi comunicare le note fresche ma morbide, bilanciate e persistenti di un vino fragrante e fruttato proveniente da un vitigno eclettico? Grazie ai micro-dati. Questi preziosi elementi permettono di individuare la discussione online riguardo a determinati prodotti o abitudini, consentendoci di accordare la nostra comunicazione con le note – bilanciate e persistenti – del target di riferimento: le sue impressioni, le suggestioni, i modi di dire, il linguaggio specifico e caratteristico. Così la campagna di comunicazione sarà mirata e riuscirà a ingaggiare realmente al target, creando empatia e rispondendo alle domande con un’offerta tempestiva e mirata. In questo caso i dati online, magari percepiti come freddi e distanti, rendono possibile la creazione di una strategia che non parte dal prodotto, ma dalle persone: viene messo al centro l’individuo.


C’è ancora un fattore: ogni giorno siamo posti davanti a innumerevoli alternative. La stessa tipologia di prodotto viene offerta da svariate aziende, spesso di eguale qualità e a volte che rispondono alla stessa esigenza, ma secondo diverse prospettive. Niente paura Dug, anche in questo caso corrono in tuo aiuto i micro-dati che permettono di svolgere un’analisi dei competitors; è importante comprendere qual è il loro linguaggio e quali le loro peculiarità, tracciando la cornice in cui il proprio prodotto si inserisce. La prossima volta che sarete sul web e vi capiterà di trovare una pubblicità particolarmente mirata, che sembra parlare proprio di voi e della vostra vita, ringraziate il fiuto di Dug e i suoi Micro-dati. Arf!

Autore: Maddalena Bellasio

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